{"id":47986,"date":"2018-01-16T21:56:09","date_gmt":"2018-01-16T20:56:09","guid":{"rendered":"http:\/\/you-ng.it\/archivio\/2018\/01\/24\/nuovi-anticoagulanti-orali-emilia-romagna-coinvolta-nellosservatorio-fenomeno-nao\/"},"modified":"2018-01-25T00:26:45","modified_gmt":"2018-01-24T23:26:45","slug":"nuovi-anticoagulanti-orali-emilia-romagna-coinvolta-nellosservatorio-fenomeno-nao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/young.it\/archivio\/2018\/01\/16\/nuovi-anticoagulanti-orali-emilia-romagna-coinvolta-nellosservatorio-fenomeno-nao\/","title":{"rendered":"Nuovi anticoagulanti orali, Emilia Romagna coinvolta nell\u2019Osservatorio Fenomeno NAO"},"content":{"rendered":"<h4>Emilia Romagna, terapia anticoagulante: promuovere la formazione sui DOAC e l\u2019omogeneizzazione dei percorsi di presa in carico e di follow-up dei pazienti<\/h4>\n<p><img class=\"aligncenter size-full wp-image-2157\" src=\"https:\/\/20taskforceitaly.files.wordpress.com\/2017\/12\/progetto-osservatorio-fenomeno-nao-anche-in-lombardia.jpg?w=1000\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><em>Ridurre la disomogeneit\u00e0 nei percorsi di presa in carico e di follow-up dei pazienti in terapia anticoagulante e promuovere la formazione dei prescrittori sui nuovi trattamenti disponibili, questa l\u2019analisi dal Tavolo multidisciplinare Emilia Romagna, la terza Regione coinvolta nell\u2019 Osservatorio Fenomeno NAO, il progetto promosso da Daiichi Sankyo per aiutare le Regioni italiane a garantire sostenibilit\u00e0 ed efficienza al nuovo sistema terapeutico.<\/em><\/p>\n<p><em>15 gennaio 2018 \u2013<\/em>\u00a0Promuovere una maggiore formazione di prescrittori e MMG sui DOAC ed una maggiore omogeneit\u00e0 nei percorsi di presa in carico e di follow-up dei pazienti sono due dei punti chiave del documento prodotto dal gruppo di esperti del Tavolo multidisciplinare Emilia Romagna, la terza Regione coinvolta nell\u2019\u00a0<em>Osservatorio Fenomeno NAO<\/em>, il progetto promosso da Daiichi Sankyo per affiancare le Regioni italiane in un processo volto a garantire sostenibilit\u00e0 ed efficienza alla terapia con anticoagulanti orali diretti, migliorando la compliance del paziente, diminuendo le aree di rischio, e supportando il controllo della spesa sanitaria.<\/p>\n<p>A quattro anni dalla loro introduzione nel panorama terapeutico italiano, gli anticoagulanti orali diretti (DOAC, inizialmente denominati NAO) rappresentano la scelta terapeutica elettiva per quei pazienti con Fibrillazione atriale non valvolare che non presentino controindicazioni a tale trattamento. Secondo le evidenze disponibili, i DOAC risultano altrettanto e, in alcuni casi, pi\u00f9 efficaci e sicuri rispetto alla terapia con gli antagonisti della vitamina K (AVK). In particolare, alcune molecole hanno dimostrato una maggior efficacia rispetto al rischio di ictus e\/o embolia arteriosa periferica rispetto agli AVK, e tanto nei trial randomizzati quanto negli studi Real-world, hanno dimostrato un miglior profilo di sicurezza rispetto agli AVK riguardo al rischio di emorragia intracranica e una riduzione della mortalit\u00e0 per tutte le cause. Questa nuova terapia permette, inoltre, di trattare molti pazienti finora esclusi per difficolt\u00e0 logistico-organizzative, \u00e8 pi\u00f9 semplice e maneggevole e riduce il numero di controlli di laboratorio, risultando per i pazienti pi\u00f9 accettabile dal punto di vista psicologico.<br \/>\nTuttavia, nonostante i vantaggi e la diffusione nella pratica clinica dei DOAC, permangono alcuni aspetti di questa terapia suscettibili di miglioramento, non solo nell\u2019ambito clinico ma anche e soprattutto in quello organizzativo.<br \/>\nAlcuni di questi aspetti, emersi come particolarmente rilevanti nel corso dell\u2019Osservatorio Fenomeno NAO, riguardano i costi diretti dei DOAC, il maggior impegno richiesto ai prescrittori per l\u2019erogazione del Piano Terapeutico e del follow up clinico, l\u2019assenza di strumenti idonei a valutare l\u2019aderenza terapeutica a questo tipo di trattamento, ed infine alcune difficolt\u00e0 di accesso ai centri prescrittori.<\/p>\n<p><strong>La terapia NAO in Emilia Romagna<\/strong><\/p>\n<p>A seguito dell\u2019introduzione dei DOAC nella pratica clinica, nel 2013 l\u2019Assessorato alla Sanit\u00e0 della Regione Emilia-Romagna, tramite la Commissione Regionale del Farmaco, decise di avviare una valutazione ed una riorganizzazione della gestione della terapia anticoagulante orale in Emilia-Romagna, costituendo un gruppo di lavoro multidisciplinare con esperti del settore, allo scopo di fornire strumenti per la costruzione e l\u2019implementazione di percorsi locali per la gestione delle terapie anticoagulanti nei pazienti con FANV, evidenziando le attuali criticit\u00e0 e promuovendo possibili azioni migliorative atte a rispondere alle necessit\u00e0 poste dai pazienti.<br \/>\nGi\u00e0 il primo documento prodotto con le linee di indirizzo regionali, evidenzi\u00f2 l\u2019esigenza, per ogni Azienda Sanitaria della Regione, di una rapida presa in carico da parte dei centri autorizzati dei candidati alla terapia anticoagulante, del monitoraggio dell\u2019adesione alle raccomandazioni regionali, del follow-up clinico dei pazienti in trattamento anticoagulante secondo le regole comuni concordate a livello locale.<\/p>\n<p><strong>Ridurre la disomogeneit\u00e0 nella gestione dei percorsi dei pazienti in terapia con DOAC, dalla presa in carico al rinnovo del PT: un\u2019esigenza prioritaria.<\/strong><\/p>\n<p>Allo stato attuale si assiste, tuttavia, a una disomogeneit\u00e0 nei percorsi di gestione dei percorsi dei pazienti in terapia con DOAC, a partire dal momento della prescrizione, che vede coinvolte figure di specialisti molto diverse. Infatti in alcune realt\u00e0 la prescrizione \u00e8 rimasta in carico solo ai medici che operano all\u2019interno dei centri TAO gi\u00e0 attivi e che continuano a gestire anche la terapia con AVK, mentre in altri contesti la prescrizione \u00e8 in carico anche a specialisti (cardiologo, internista, neurologo, geriatra, medico dell\u2019emergenza etc.) che gestiscono solamente la terapia con DOAC.<br \/>\nL\u2019eterogeneit\u00e0 nella prima fase del percorso dei pazienti si riflette nella conseguente organizzazione del follow up, in cui tempi, attori e modalit\u00e0 variano a seconda dei diversi contesti, partecipando alla creazione di uno scenario che si presenta decisamente eterogeneo.<br \/>\nI Centri Prescrittori, infatti, sono spesso chiamati a farsi carico del monitoraggio dei pazienti che hanno ricevuto la prescrizione da specialisti non afferenti al centro stesso. Inoltre, molti aspetti clinici ed organizzativi del follow-up, quali la modalit\u00e0 di accesso, la tempistica dei controlli, e il ruolo dei Medici di Medicina Generale, non sono ancora definiti in modo omogeneo nelle varie Aziende Sanitarie della Regione.<br \/>\nDel resto appare poco percorribile l\u2019ipotesi di un unico modello di gestione che prescinda dalle diverse specificit\u00e0 territoriali, ci\u00f2 nonostante si possono identificare linee comuni utili per la realizzazione dei diversi percorsi locali, rendendo i Centri prescrittori punto di riferimento e raccordo per tutti gli specialisti che entrano in contatto con i pazienti in trattamento anticoagulante.<\/p>\n<p><strong>I Centri prescrittori punto di riferimento di una nuova organizzazione e cultura<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cDalle valutazioni del gruppo di lavoro emerge come imprescindibile l\u2019esigenza di garantire, a tutti i pazienti, un accesso alla terapia e al rinnovo del PT rapido e congruente con le loro necessit\u00e0 cliniche, secondo criteri di trasparenza ed equit\u00e0.\u00a0<\/em>\u2013 ha spiegato il Dr Marco Marietta, Responsabile Struttura Semplice Malattie della Coagulazione Azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Modena\u00a0\u2013<em>\u00a0La nostra analisi rafforza anche la sensazione che si debbano attuare rapidamente interventi mirati a implementare la cultura sui DOAC, promuovendo attivit\u00e0 di formazione per tutti gli specialisti coinvolti nella gestione delle terapie anticoagulanti, con particolare riguardo alla gestione di questi farmaci peri procedurale e peri operatoria, e su questi aspetti il ruolo dei centri prescrittori diventa fondamentale\u201d.<\/em><br \/>\nIn virt\u00f9 dell\u2019expertise nella gestione delle terapie anticoagulanti, infatti, i Centri possono porsi come punto di riferimento per rafforzare una robusta rete tra Centri e Territorio, facendosi promotori, all\u2019interno delle rispettive Aziende Sanitarie, di percorsi atti a monitorare l\u2019appropriatezza d\u2018uso degli anticoagulanti con periodica verifica del grado di aderenza del trattamento alle indicazioni regionali e provinciali.<br \/>\nGli stessi Centri dovrebbero promuovere anche iniziative educative condivise con tutte le figure sanitarie coinvolte nella gestione di queste terapie, e supportare attivit\u00e0 di ricerca clinica volta a meglio definire il profilo di sicurezza ed efficacia dei DOAC nel mondo reale, predisponendo e aggiornando database clinico delle terapie anticoagulanti orali su base provinciale e\/o regionale<\/p>\n<p>E\u2019 inoltre necessario curare con molta attenzione l\u2019informazione e l\u2019educazione del paziente, secondo una prassi consolidata nei Centri FCSA per la terapia anticoagulante tradizionale.<br \/>\nIl paziente al primo accesso deve ricevere informazioni complete e comprensibili sulla terapia anticoagulante in generale, sul farmaco utilizzato, nonch\u00e9 sulle modalit\u00e0 con cui rivolgersi al Centro Prescrittore per urgenze o per altre cliniche inerenti alla terapia, e che riceva l\u2019appuntamento per il controllo successivo.<br \/>\nE\u2019 importante altres\u00ec strutturare controlli almeno annuali nei pazienti stabili oppure controlli semestrali o trimestrali per i pazienti particolarmente complessi o delicati, e infine facilitare l\u2019accesso diretto al centro per problematiche cliniche.<br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019 assetto organizzativo esistente, il gruppo di esperti ha ipotizzato una serie di azioni migliorative per far fronte alle principali criticit\u00e0 individuate, quali strumenti informativi snelli e collegati tra loro per garantire un accesso facilitato ai dati clinici del paziente; report amministrativi e clinici periodici sui dati raccolti dai sistemi informatici; coinvolgimento del personale infermieristico nelle attivit\u00e0 formative e di monitoraggio, creazione di indicatori di verifica di processo e di esito, possibilit\u00e0 di accesso facilitato ai dati clinici del paziente da parte dei Centri Prescrittori, qualora si renda necessaria una rivalutazione del quadro clinico complessivo.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.daiichi-sankyo.it\/index.php?id=8077&amp;tx_news_pi1%5Bnews%5D=745&amp;tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Daiichi Sankyo<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Contatti<\/strong><\/p>\n<p>Daiichi Sankyo<br \/>\nElisa Porchetti<br \/>\nTel.+39 0685255-202<br \/>\nelisa.porchetti@<span class=\"skimlinks-unlinked\">daiichi-sankyo.it<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emilia Romagna, terapia anticoagulante: promuovere la formazione sui DOAC e l\u2019omogeneizzazione dei percorsi di presa in carico e di follow-up 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